copertina strascico

I tanti significati della parola strascico

Le Caudae, simboli di spregevoli animalità.

Passiamo in rassegna un nuovo argomento riguardante il costume: lo strascico. La stessa parola strascico, oltre al significato legato alla “coda” di una veste, ha avuto nel tempo anche altre sfumature, tutte di accezione negativa; ad esempio si dice lo strascico di una malattia per indicarne i postumi, oppure parlare strascicando quando si mangiano le parole.

Questa accezione negativa deriva probabilmente dal Medioevo quando, soprattutto in ambiente francescano, si considerava lo strascico della veste simbolo di bestialità. Lo testimonia un’altra delle leggi suntuarie dello statuto folignate (vedere articolo precedente) in cui il 16 marzo 1426 si sanciva il divieto a tutte le donne di indossare abiti o mantelli con la coda, intendendo per coda proprio il contatto continuo della veste con il terreno. Una chiara opposizione allo strascico, segno di grande vanità ed eccessivo spreco di stoffa e quindi denaro.

Il diavolo siede sullo strascico, xilografia.1438

Il diavolo siede sullo strascico, xilografia. 1438

Successivamente tale restrizione tende ad ammorbidirsi. Una legge del 13 aprile 1511 espone il divieto di strascichi con lunghezza maggiore di quattro dita. Cambiano le mode e i tempi, diremmo oggi.

Un altro scritto, una testimonianza diretta riportata su una lettera datata 11 febbraio 1580, mette in luce un episodio molto particolare: lo scandalo nella chiesa di San Feliciano. Nella lettera anonima l’autore riporta la preoccupazione per il possibile disordine causato dalle donne. Una in particolare, e si sottolinea con lo strascico più lungo di tutte, nella chiesa suddetta aveva fomentato una gran protesta per motivi alquanto futili. É interessante notare come l’autore sottolinei come ella era “una di quelle che ha forse la coda più longa”. Sembra voler sottolineare, perciò, un nesso tra il comportamento della donna poco consono e lo strascico molto lungo.

Osserviamo ora un famoso artista come Piero della Francesca ed in particolare L’adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba.

PieroDellaFrancesca. L'adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba

Piero Della Francesca. L’adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba

Dei tre strati principali dell’abito femminile, camicia, veste e sopravveste, qui si osserva chiaramente un cambiamento rispetto al Trecento. La gonnella, veste visibilmente stretta sotto al seno e al punto vita, con l’allacciatura sulla schiena, sotto alla sopravveste, o con una serie di bottoni frontali (cottardita) o in tutta la lunghezza (cipriana), nella prima metà del Quattrocento si modifica con l’allacciatura spostata su un fianco, sotto l’ascella. Inoltre verso il 1435/1440 si stava diffondendo un nuovo tipo di sopravveste: la “giornea”. Da ciò che si nota nelle donne ne “L’adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba”, a sinistra di bianco e d’azzurro, la giornea appariva simile ad una casacca, aperta completamente sui fianchi, lunga fino alle punte dei piedi e generalmente dotata di strascico tondo. Tale sopravveste non era uso esclusivo della nobiltà; mogli e figlie di mercanti, commercianti, artigiani e donne di corte erano solite ad indossare l’indumento come segno di femminilità ed eleganza.

Questo indumento presentava la scollatura rotonda leggermente più ampia sulla schiena; era confezionato con una grande quantità di stoffa che, oltre allo strascico, era necessaria per dare una sorta di morbidezza all’intero abito; fermato da una cintura di tre o quattro dita appena sotto al seno e sopra alla vita, creava un’arricciatura lasciando la parte superiore (dagli spallini alla cintura) aderente al corpo e la parte inferiore più larga. La cintura era visibile solo frontalmente, passando attorno alla vita, veniva poi allacciata sotto alla giornea per consentirne sinuosità e morbidezza, peculiarità individuabile nei ritratti.