Il Terziere Castello per la testa..

Perché a Pasqua ho in testa il Terziere Castello?

A Pasqua approfittate di questi 3 giorni continui di apertura.

Se succede anche a voi che sotto le feste, nel mettersi un vestito più curato, una bella camicia, le scarpe lucidate, vi assale un flash dell’agosto pievese è un dato ulteriore del fatto che pensate al Terziere 365 giorni l’anno.

Ma vuoi per l’emozione della gara, vuoi l’attenzione nel percorrere la sfilata, nei giorni del Palio, lo sguardo non si sofferma mai abbastanza sui dettagli dei costumi, dei colori, dei personaggi.

Se avete questa passione nelle vene, cogliete l’occasione di poter vedere da vicino e in tutta tranquillità alcuni dei più bei costumi del Terziere Castello che sfilano i giorni del Palio.

Li troverete nelle sale del Centro Espositivo del Terziere Castello, al primo piano di Palazzo della Corgna; qui sarete accolti ancora più calorosamente essendo un po’ più condensati del normale, avendo ceduto una sala alla vicina mostra di pittura. I vestiti esposti, però, non hanno perso nè spazio nè il loro fascino, lo assicuriamo.

Insomma tante iniziative per la Pasqua pievese e certamente non poteva mancare il Terziere Castello.

A tutti una buona Pasqua.

Orari. Sabato-Domenica- Lunedì: 10-12.30. 15.30- 18.30
Tutti gli eventi della Pasqua pievese li trovate qui
vestito catia mancini

Premio come maschera più bella vinto da Catia Mancini al Carnevale di Venezia

Congratulazioni per il primo premio vinto al Concorso “la Maschera più bella”.

Complimenti a Catia Mancini, fondatrice della Sartoria “Costumi per lo spettacolo”, da cui provengono gli abiti in mostra a Palazzo della Corgna e che potranno essere ammirati dal 2 al 7 febbraio nelle sale allestite al primo piano. (Qui l’anteprima dei costumi esposti).

Oltre alle immagini dei costumi vincitori a Venezia vi proponiamo (Qui) il video delle stesse maschere premiate nella serata del 2 febbraio, che hanno ottenuto il primo premio con votazioni del pubblico ad eliminazione diretta.

Le facciamo un grande in bocca al lupo per la finale di domenica!

 

Maschere premiate

 

 

manifesto carnevale2016 cittadellapieve

Carnevale 2016 a Città della Pieve

Esposizione costumi in stile veneziano e Festa in maschera per il Carnevale 2016

Anche quest’anno Città della Pieve si veste in maschera per le strade del suo centro storico. In particolare questo Carnevale 2016 vedrà un’anticipazione della festa di domenica pomeriggio con l’allestimento a Palazzo della Corgna di “Costumi del carnevale veneziano” provenienti dalla Sartoria “Catia Mancini- Costumi per lo spettacolo”. (sito della sartoria)

I costumi saranno accompagnati anche dalle tipiche maschere veneziane, rendendo nell’insieme l’atmosfera magica, amplificata dalla scenografia delle sale affrescate del piano nobile di Palazzo della Corgna.

L’apertura di questa esposizione temporanea, promossa dal Terziere Castello all’interno del suo Centro Espositivo, è prevista per il prossimo martedì 2 febbraio sino al 7 febbraio.

Domenica 7 febbraio sarà anche la giornata della festa mascherata per le vie del paese, con partenza del corteo carnevalesco prevista da piazza Unità d’Italia (davanti al liceo), passando per via Vannucci (Casalino), piazza del Plebiscito per poi raggiungere la Rocca, il tutto accompagnato dalla Banda Musicale P. Vannucci e dalla Compagnia Sbandieratori e Musici di Città della Pieve.

Alla Rocca sarà prevista un’accoglienza speciale, tra musica, spettacoli, dolci di carnevale e la premiazione per la maschera più caratteristica.

 

carnevale 2016

 

teatro degli Avvaloranti

Che cos’è per il Terziere Castello Epoche in Passerella 2° edizione

TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO CERCATO DI COMUNICARVI  IN QUESTA 2° EDIZIONE.

Si è appena conclusa l’edizione 2015 di Epoche in Passerella che ha visto la partecipazione delle maggiori manifestazioni umbre riguardo le rievocazioni storiche.

Il Terziere Castello, ideatore e organizzatore dell’evento, con questa manifestazione ha dato visibilità a Città della Pieve che, in questa giornata, è stata il legame per tutte le manifestazioni storiche ospiti, ritrovate a sfilare al Teatro degli Avvaloranti.

Inoltre questo evento ha dato modo di mettere in luce la presenza dei sarti umbri, toscani e marchigiani gravitanti intorno alle rievocazioni storiche, i quali hanno esposto le loro creazioni nelle belle sale allestite per l’occasione a Palazzo della Corgna. In parallelo e per il secondo anno consecutivo si è svolta una lezione ad hoc sui temi relativi al costume storico, creando uno spazio di confronto e approfondimento rispetto questa realtà così complessa. Questo ci induce a riflettere circa la possibilità per lo sviluppo nel nostro paese di sartorie che vadano a creare quei vestiti che sono parte integrante delle manifestazioni.

Le città e le sartorie ospiti hanno condiviso questa nostra iniziativa con la loro partecipazione e manifestato il loro entusiasmo con mille ringraziamenti, sia istituzionali che personali. Questo riconoscimento ci ha fatto molto piacere anche perché, in buona parte, sono volontari come noi, ossia persone che mettono a disposizione tempo e capacità per la buona riuscita degli eventi, consapevoli del tipo di sforzo che c’è dietro una manifestazione del genere.

Sottolineiamo la grande partecipazione del popolo castellano che per l’occasione si è trasformato in un’abile squadra di chef, camerieri, allestitori, supervisionatori, modelli, registi, elettricisti, tecnici delle luci, fotografi, padroni di casa, insomma abili menti e abili mani.
Il nostro terziere si compone anche di tutta una serie di persone che gravitano intorno, veri e propri sostenitori che ci hanno permesso di realizzare il tutto senza pesare in maniera eccessiva sulle casse dell’associazione. Inoltre è stato essenziale l’aiuto di alcuni sponsor che hanno contribuito in maniera diretta alla realizzazione e all’organizzazione dell’evento. 

Il Centro Espositivo del Terziere Castello per l’occasione ha anche ospitato una mostra tessile di Arnaldo Caprai (qui il sito del museo virtuale) molto apprezzata dai partecipanti per la ricercatezza e la cura dei particolari e l’importanza storica e il valore collezionistico dei reperti storici esposti.

Questa è la strada giusta. Il nostro spazio espositivo vuole offrirsi come luogo per ospitare tante altre iniziative che favoriscano nuove conoscenze e scambi interculturali. Quindi insieme, popolo castellano, diamoci da fare con tutti gli strumenti a disposizione per regalarci e regalare altri momenti di forte emozione.

Ancora una volta ringraziamo

Le città ospiti:

Acquasparta, Assisi, Bevagna, Foligno, Gualdo Tadino, Montefalco, Montone, Narni, Orvieto. I Terzieri Borgo Dentro e Casalino di Città della Pieve.

Le sartorie:

Gelsi Costumi d’Arte, Gualdo Tadino. Catia Mancini, Ascoli Piceno. Stefania Menghini, Foligno. Parigi, San Sepolcro.

La dottoressa Maria Giuseppina Muzzarelli, storica del costume.

L’architetto Walter Capezzali della collezione Arnaldo Caprai.

La dottoressa Daniela Barzanti con “Nozze in Italia” per l’organizzazione e la cura delle decorazioni.

Tutti i collaboratori che hanno offerto le loro maestranze: Patrizia Mari, Alessandro  Possieri, Marco Possieri. Ornella Tiberi e Francesca Tiriboco

Gli sponsor: CrediUmbria, , Dandy’s, ErreDue SRL, Trattoria Bruno Coppetta, Edil Costruzioni, Caffè degli Artisti, Decorazione edile G. Castelli, Bar Sole Luna, Ferramenta Tecnoservice, Macelleria Rosi Mario, Della Lena Auto.
I partner della manifestazione
Pan Arredi, Promo video, Quattro Emme.

Grazie ancora a tutti gli aiutanti del Terziere: Rosaria, Simona, Stefania, Valentina, Bruna, Claudia, Francesca, Francesca, Filide, Federica, Flaminia, Elia, Donata, Chiara, Monica, Raffaela, Carlotta, Serena, Giorgia, Paola, Roberta, Linda, Giada, Francesca, Laura, Diana, Luisa, Bianca, Elena, Antonio, Fabio, Enrico, Mami, Martina, Rocco, Junior, Nicola, Mattia, Marco, Fausto, Corrado, Flavio, Marco, Marisa, Luca, Mario Selva, Gualtiero Fallarini, Silvia,Giammarco, David, Valter, Fiammett, Gianni, Mario, Gabriele, Carla, Andrea, Samuele, Fabio, Andrea, AnnaLucia, Paola, Simone, Benedetta, Mario, Michele, Carlo e tutto il Consiglio del Terziere Castello.

Nadia Manganello e Alessandra Fadda

A seguire tutto quello che vi siete persi su #‎epocheinpasserella2015‬ e alcune foto che ci hanno emozionato di più.

Capigliature copertina

Copricapi e accessori femminili. Prossima ospite la docente Maria Giuseppina Muzzarelli

Ma cosa avevano per la testa? Copricapi e accessori femminili fra Medioevo ed età moderna

Della moda percepiamo i tratti più legati all’attualità. Ma la storia della moda, ripercorsa dalla professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli, inizia già nel Medioevo comunale.

Ospite alla conferenza che si terrà il 4 ottobre a Città della Pieve presso Palazzo della Corgna dalle ore 16.00, la docente di storia del costume e della moda all’Università di Bologna, ci accompagnerà in questa realtà molto complessa e vasta, il cui campo d’azione non si limita ai soli abiti ma si lega strettamente alla società in cui si vive.

Secondo la docente i copricapi delle donne, oggetto della conferenza, sono stati un accessorio quasi d’obbligo per secoli fino all’Ottocento, segno di umiltà. Ma colori e forme dei veli o dei copricapi comunicavano spesso anche altro, essendo il più delle volte oggetti preziosi ed originali, tali da attirare anche le critiche di moralizzatori. Un esempio l0 è la legge suntuaria folignate datata 16 marzo 1426, che imponeva il divieto di portare il balzo di qualsiasi forma, cappucci, cappelli di seta o di lana ornati di frange. Inoltre vietava tutte le acconciature che avessero avuto capelli posticci. Questo in contrasto con le capigliature proposte da artisti e pittori, con folte chiome ondeggianti, e con la successiva moda settecentesca, fatta di parrucche e acconciature (maschili e femminili) con costruzioni alte 40 – 50 cm al limite del movimento.

Botticelli Minerva e centauro 1480-82

Botticelli Minerva e centauro 1480-82

Dal suo libro “Breve storia della moda in Italia” (il Mulino ed.) è evidenziato chiaramente come la moda sia il riflesso della società, fenomeno sociale che coinvolge una moltitudine di aspetti che non si limitano solo al prodotto finito; dietro questo servono infatti capacità produttive, commerciali, di reperimento delle materie prime, oltre a cultura, conoscenza e creatività. Se il veicolo principale per la diffusione delle mode nel Medioevo furono le città, tra Cinquecento e Seicento lo divennero le corti. Da qui il legame stretto tra concetto di moda, di nuovo, e di lusso, da sempre connesso ai beni di abbigliamento e agli accessori.

Per approfondire l’argomento non perdetevi la conferenza.

copertina strascico

I tanti significati della parola strascico

Le Caudae, simboli di spregevoli animalità.

Passiamo in rassegna un nuovo argomento riguardante il costume: lo strascico. La stessa parola strascico, oltre al significato legato alla “coda” di una veste, ha avuto nel tempo anche altre sfumature, tutte di accezione negativa; ad esempio si dice lo strascico di una malattia per indicarne i postumi, oppure parlare strascicando quando si mangiano le parole.

Questa accezione negativa deriva probabilmente dal Medioevo quando, soprattutto in ambiente francescano, si considerava lo strascico della veste simbolo di bestialità. Lo testimonia un’altra delle leggi suntuarie dello statuto folignate (vedere articolo precedente) in cui il 16 marzo 1426 si sanciva il divieto a tutte le donne di indossare abiti o mantelli con la coda, intendendo per coda proprio il contatto continuo della veste con il terreno. Una chiara opposizione allo strascico, segno di grande vanità ed eccessivo spreco di stoffa e quindi denaro.

Il diavolo siede sullo strascico, xilografia.1438

Il diavolo siede sullo strascico, xilografia. 1438

Successivamente tale restrizione tende ad ammorbidirsi. Una legge del 13 aprile 1511 espone il divieto di strascichi con lunghezza maggiore di quattro dita. Cambiano le mode e i tempi, diremmo oggi.

Un altro scritto, una testimonianza diretta riportata su una lettera datata 11 febbraio 1580, mette in luce un episodio molto particolare: lo scandalo nella chiesa di San Feliciano. Nella lettera anonima l’autore riporta la preoccupazione per il possibile disordine causato dalle donne. Una in particolare, e si sottolinea con lo strascico più lungo di tutte, nella chiesa suddetta aveva fomentato una gran protesta per motivi alquanto futili. É interessante notare come l’autore sottolinei come ella era “una di quelle che ha forse la coda più longa”. Sembra voler sottolineare, perciò, un nesso tra il comportamento della donna poco consono e lo strascico molto lungo.

Osserviamo ora un famoso artista come Piero della Francesca ed in particolare L’adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba.

PieroDellaFrancesca. L'adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba

Piero Della Francesca. L’adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba

Dei tre strati principali dell’abito femminile, camicia, veste e sopravveste, qui si osserva chiaramente un cambiamento rispetto al Trecento. La gonnella, veste visibilmente stretta sotto al seno e al punto vita, con l’allacciatura sulla schiena, sotto alla sopravveste, o con una serie di bottoni frontali (cottardita) o in tutta la lunghezza (cipriana), nella prima metà del Quattrocento si modifica con l’allacciatura spostata su un fianco, sotto l’ascella. Inoltre verso il 1435/1440 si stava diffondendo un nuovo tipo di sopravveste: la “giornea”. Da ciò che si nota nelle donne ne “L’adorazione del Sacro Legno e l’incontro di Salomone con la Regina di Saba”, a sinistra di bianco e d’azzurro, la giornea appariva simile ad una casacca, aperta completamente sui fianchi, lunga fino alle punte dei piedi e generalmente dotata di strascico tondo. Tale sopravveste non era uso esclusivo della nobiltà; mogli e figlie di mercanti, commercianti, artigiani e donne di corte erano solite ad indossare l’indumento come segno di femminilità ed eleganza.

Questo indumento presentava la scollatura rotonda leggermente più ampia sulla schiena; era confezionato con una grande quantità di stoffa che, oltre allo strascico, era necessaria per dare una sorta di morbidezza all’intero abito; fermato da una cintura di tre o quattro dita appena sotto al seno e sopra alla vita, creava un’arricciatura lasciando la parte superiore (dagli spallini alla cintura) aderente al corpo e la parte inferiore più larga. La cintura era visibile solo frontalmente, passando attorno alla vita, veniva poi allacciata sotto alla giornea per consentirne sinuosità e morbidezza, peculiarità individuabile nei ritratti.

 

 

 

 

 

copertina articolo costume femminile

Il costume femminile: la scollatura

Vertiginosarotonda, quadrata, rettangolare, a punta.

Per entrare nel vivo degli argomenti che ruoteranno attorno all’evento “EPOCHE IN PASSERELLA” oggi si parla dei tipi di scollatura che si sono succeduti nelle varie epoche.

In particolare poniamo l’attenzione all’8 maggio 1473, giorno in cui uscì la legge suntuaria folignate che stabiliva il limite della scollatura. La legge sanciva che per le donne la scollatura non doveva superare le sei dita nella parte posteriore e, sul davanti, doveva partire dal collo fino alla “catena del collo”.

Limiti che verranno abbandonati dopo il 1500 quando la linea della sobrietà medievale fu sostituita da un decolletè quadrato e alto, con un leggero rialzo al centro.

Si osserva allora come la scollatura, seppur parte del taglio del vestire, influenza moltissimo anche la moda degli accessori e dei gioielli. Un decolletè aperto o, all’opposto, un collo alto e ricamato predispongono ad un uso del gioiello completamente diverso.

Di seguito viene proposta una selezione di opere delle tre epoche in questione per osservarne le differenze.

 

Per chi volesse conoscere di più a riguardo delle leggi suntuarie vi invitiamo a consultare il libro “La donna e il lusso. Un itinerario tra documenti e ricami,” a cura di A.M. Rodante Sabatini, P. Tedeschi.

 

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EPOCHE IN PASSERELLA edizione 2015

EPOCHE IN PASSERELLA. Copricapi e accessori femminili fra Medioevo ed Età Moderna.

Il 4 ottobre si svolgerà a Città della Pieve il secondo appuntamento tipicamente umbro sulle rievocazioni storiche: “Epoche in Passerella”. La prima manifestazione regionale che le prende tutte in rassegna. Conferenze, esposizioni sartoriali e spettacoli teatrali che approfondiscono le figure e i costumi dei cortei storici, per contribuire a fare cultura intorno al folklore regionale e a migliorare la qualità delle rievocazioni stesse.

 

UN EVENTO ANNUALE SOSPESO TRA QUALITÀ E BELLEZZA. Proponendo una riflessione sul significato della rievocazione storica oggi e poi approfondimenti su figure e costumi dei cortei storici, esposti dalle sartorie e indossati in sfilata per un colpo d’occhio unico, essendo invitate insieme diverse manifestazioni storiche che raccolgono epoche diverse, dal Medioevo al Rinascimento, fino al Barocco.

L’edizione 2015 vedrà impegnata la giornata di domenica 4 ottobre in questo modo:

  • ore 16.00. Presentazione dell’evento e conferenza sul tema dei copricapi e accessori tenuta dalla professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli, la quale insegna nella sede di Bologna “Storia medievale” (Dams) e nella sede di Rimini “Storia del costume e della moda”.
  • a seguire nelle sale di Palazzo della Corgna. Esposizione sartoriale di costumi e accessori d’epoca.
  • ore 18.00. Sfilata di costumi storici provenienti dalle più importanti rievocazioni storiche dell’Umbria presso il Teatro comunale degli Avvaloranti. Intrattenimento musicale con “Ensamble Compendium Musicum” e i loro strumenti d’epoca.

 

Con il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Città della Pieve, promosso dal Terziere Castello e organizzato da Nozze in Italia e Terziere Castello.

Volantino con programma:

epoche in passerella2015- locandina verticale

Ingresso Centro Espositivo Castello

Palazzo della Corgna visto dal Centro Espositivo del Terziere Castello

BREVE EXCURSUS PER CHI VOLESSE CONOSCERE DI PIÙ DEL PALAZZO CHE OSPITA IL CENTRO.

Dopo quasi un anno di permanenza, questo articolo sarà dedicato proprio al luogo che ci ha ospitato, Palazzo della Corgna, visto e vissuto dal Terziere. Infatti passando al Centro Espositivo potrete scoprire passo passo come il Palazzo, un tempo privato, abbia acquisito col tempo un forte legame con il Terziere Castello.

Di seguito alcuni scatti rubati negli ultimi tempi e che offrono degli scorci davvero imperdibili dei diversi ambienti che ospitano manifestazioni artistico – culturali fra le più varie.

Partendo dal cuore del paese, il profilo del palazzo fa da angolo alla piazza principale, del Plebiscito, affacciandosi verso la cattedrale dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, in un dialogo molto stretto tra le sue aperture e il loggiato ad angolo. Avanti al palazzo si aprono due vie: una piccola piazza, chiamata Gramsci, un tempo più ampia; l’altra strada, via Garibaldi, costituisce l’arteria principale del Terziere Castello.

Su un fianco destro del Palazzo, opposta a via Garibaldi, scende la strada che porta il nome del pittore per eccellenza della Pieve, Pietro Vannucci. La via coincide con la strada principale di un altro terziere, il Casalino, e sempre al suo inizio si trova il passaggio che conduce alla Taverna del Terziere Castello.
Tale taverna é anche la parte sotterranea di Palazzo della Corgna. L’interno è caratterizzato da volte a botte in mattoni, in una successione di ambienti uno incatenato all’altro. Questi stessi sotterranei sono taverna d’estate durante il Palio e spazio per il Presepe Monumentale a Natale. All’esterno un giardino quadrangolare si affaccia con la sua terrazza verso il vicolo più nominato del Terziere, via Melosio detto vicolo delle Pupe.

Il Palazzo internamente offre al piano terra lo spazio pubblico della biblioteca comunale e una prima sala affrescata, la Sala del Governatore, detta “del Concerto”.
Entrambi gli spazi si affacciano su un chiostro con al centro un pozzo, la cui presenza testimonia l’esistenza di una cisterna sottostante.
Ritmata da nicchie di forme varie, una monumentale scalinata conduce il visitatore ai piani nobili del palazzo. Nella salita un primo pianerottolo testimonia con la sua stele il legame che Città della Pieve ha con la storia etrusca. Un secondo pianerottolo, dove si trova anche la sede della Libera Università, conduce ad una terrazza che si apre sul panorama che da Cetona si allunga fino ad oltre il territorio chiusino mantenendo in primo piano la bellezza del profilo pievese lungo le mura.

Il primo piano del palazzo è dedicato alle esposizioni temporanee e permanenti. L’ampio e affrescato loggiato cattura la luce da tre grandi aperture che guardano dall’alto il chiostro. Da qui si trovano tre ingressi diversi. Uno conduce al museo di scienze naturali (che ospita anche il lavoro svolto sulla fornace di Ponticelli dal laboratorio “La Fornace della Memoria”). Poco più avanti si trova la sala più rappresentativa di Palazzo della Corgna, la Sala Grande, a cui si ricollegano altre sale più piccole ma non meno importanti. Sotto gli affreschi de “Il Convito degli Dei” e gli “Amori degli Dei” si tengono durante l’anno i principali eventi e manifestazioni pievesi, come ad esempio lo scorso 13 dicembre, con “Epoche in passerella” promosso e organizzato dal Terziere.
Infine si trova lo spazio del Terziere Castello, il Centro Espositivo “Don Oscar Carbonari”, in cui allestimento e accoglienza hanno cercato in tutti questi mesi di risaltare la bellezza dei locali.

Da non dimenticare la presenza di un ultimo piano dedicato ad uffici. Ma soprattutto l’esistenza di una monumentale scalinata in legno le cui visite sono concentrate in pochissime giornate all’anno. (In particolare legate agli eventi del FAI).

L’invito a visitare il Centro Espositivo si estende così nella visita dell’intero complesso di Palazzo della Corgna per ammirare tutte le sue bellezze.

Lavori in corso

Chiusura straordinaria per lavori nei prossimi due fine settimana

In previsione di futuri cambiamenti, aggiornamento archivio e sistemazione materiale.

La chiusura del Centro Espositivo del Terziere Castello per i prossimi due weekend del 17-18 e del 24-25 gennaio servono a revisionare il materiale in preparazione alle novità che interesseranno l’intero allestimento. Se bussate a palazzo, ai piani nobili o ai sotterranei, troverete sicuramente qualcuno di noi in quei giorni intento a sistemare materiale fotografico, video, a smontare il Presepe Monumentale. Insomma se volete passare a curiosare, a portare i vostri ultimi scatti di quest’anno passato saremo lieti di accogliervi.

Insomma una pausa all’apertura al pubblico ma non alle attività. Intenti a riordinare e preparare nuovo materiale e nuovi racconti da narrare, a fare il punto ad un mese dall’evento “Epoche in Passerella”.

A proposito dell’evento qui trovate il link di un video che ne riassume l’intera giornata e sotto qualche foto estrapolata.

Buona visione.