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Copricapi e accessori femminili. Prossima ospite la docente Maria Giuseppina Muzzarelli

Ma cosa avevano per la testa? Copricapi e accessori femminili fra Medioevo ed età moderna

Della moda percepiamo i tratti più legati all’attualità. Ma la storia della moda, ripercorsa dalla professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli, inizia già nel Medioevo comunale.

Ospite alla conferenza che si terrà il 4 ottobre a Città della Pieve presso Palazzo della Corgna dalle ore 16.00, la docente di storia del costume e della moda all’Università di Bologna, ci accompagnerà in questa realtà molto complessa e vasta, il cui campo d’azione non si limita ai soli abiti ma si lega strettamente alla società in cui si vive.

Secondo la docente i copricapi delle donne, oggetto della conferenza, sono stati un accessorio quasi d’obbligo per secoli fino all’Ottocento, segno di umiltà. Ma colori e forme dei veli o dei copricapi comunicavano spesso anche altro, essendo il più delle volte oggetti preziosi ed originali, tali da attirare anche le critiche di moralizzatori. Un esempio l0 è la legge suntuaria folignate datata 16 marzo 1426, che imponeva il divieto di portare il balzo di qualsiasi forma, cappucci, cappelli di seta o di lana ornati di frange. Inoltre vietava tutte le acconciature che avessero avuto capelli posticci. Questo in contrasto con le capigliature proposte da artisti e pittori, con folte chiome ondeggianti, e con la successiva moda settecentesca, fatta di parrucche e acconciature (maschili e femminili) con costruzioni alte 40 – 50 cm al limite del movimento.

Botticelli Minerva e centauro 1480-82

Botticelli Minerva e centauro 1480-82

Dal suo libro “Breve storia della moda in Italia” (il Mulino ed.) è evidenziato chiaramente come la moda sia il riflesso della società, fenomeno sociale che coinvolge una moltitudine di aspetti che non si limitano solo al prodotto finito; dietro questo servono infatti capacità produttive, commerciali, di reperimento delle materie prime, oltre a cultura, conoscenza e creatività. Se il veicolo principale per la diffusione delle mode nel Medioevo furono le città, tra Cinquecento e Seicento lo divennero le corti. Da qui il legame stretto tra concetto di moda, di nuovo, e di lusso, da sempre connesso ai beni di abbigliamento e agli accessori.

Per approfondire l’argomento non perdetevi la conferenza.

Il costume femminile: la scollatura

Vertiginosarotonda, quadrata, rettangolare, a punta.

Per entrare nel vivo degli argomenti che ruoteranno attorno all’evento “EPOCHE IN PASSERELLA” oggi si parla dei tipi di scollatura che si sono succeduti nelle varie epoche.

In particolare poniamo l’attenzione all’8 maggio 1473, giorno in cui uscì la legge suntuaria folignate che stabiliva il limite della scollatura. La legge sanciva che per le donne la scollatura non doveva superare le sei dita nella parte posteriore e, sul davanti, doveva partire dal collo fino alla “catena del collo”.

Limiti che verranno abbandonati dopo il 1500 quando la linea della sobrietà medievale fu sostituita da un decolletè quadrato e alto, con un leggero rialzo al centro.

Si osserva allora come la scollatura, seppur parte del taglio del vestire, influenza moltissimo anche la moda degli accessori e dei gioielli. Un decolletè aperto o, all’opposto, un collo alto e ricamato predispongono ad un uso del gioiello completamente diverso.

Di seguito viene proposta una selezione di opere delle tre epoche in questione per osservarne le differenze.

 

Per chi volesse conoscere di più a riguardo delle leggi suntuarie vi invitiamo a consultare il libro “La donna e il lusso. Un itinerario tra documenti e ricami,” a cura di A.M. Rodante Sabatini, P. Tedeschi.